Chi la pensa diversamente
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Sulla Bessa e sui Salassi gli studiosi non sono d'accordo su tutto. Da una parte stanno gli archeologi, i geologi e la missione spagnola del CSIC; dall'altra Giuseppe Pipino, che in molti saggi pubblicati fra il 2010 e il 2021 sostiene tesi contrarie alle loro. Questa pagina mette le posizioni una accanto all'altra.
Di chi erano le miniere
Quasi tutti gli autori riconoscono nella Bessa le miniere dei Salassi di cui parla Strabone, passate poi a Roma e appaltate ai pubblicani. probabile Secondo Rubat Borel la guerra del 143 a.C. diede a Roma i giacimenti della Bessa e quelli della Dora a Mazzè e Villareggia. incerto Per Balbo invece la Bessa non coincide per forza con le miniere dei Salassi: tutto il bacino della Dora è aurifero e la Bessa è solo il sito che ha lasciato più tracce. probabile Strutture minerarie romane si trovano anche lungo la Dora fra Moncrivello e Villareggia e sulla sponda opposta, a Mazzè. Anche a Mazzè si lavava con acqua corrente, portata da un canale lungo almeno 10 km. probabile Secondo Pipino le miniere dei Salassi erano altrove, sul margine dell'Anfiteatro morenico lungo la Dora Baltea e la Dora Morta: la Bessa non fu mai dei Salassi ma del territorio di Vercelli. incerto
Gianotti ritiene che prima dei Romani il giacimento della Bessa fosse già sfruttato dai popoli del posto, come suggerisce la ceramica. incerto Secondo Pipino no: i Salassi scavavano con fosse rotonde e piccoli cumuli, mentre i Romani lavavano sul posto tutto il sedimento e lasciavano cumuli alti e paralleli come quelli della Bessa. incerto
Fonti: Sánchez-Palencia, Vaudagna 2008, p. 2; Rubat Borel 2014, p. 41; Rubat Borel 2019, p. 83; Balbo 2018, pp. 59-60; Gianotti 2011, pp. 183-185; Gianotti 2016, p. 4; Pipino 2021a, pp. 1-2, 6; Pipino 2021b, p. 6
L'acqua e le liti
Strabone racconta che i Salassi deviavano l'acqua della Dora in molti canali per lavare l'oro: la toglievano così ai contadini della pianura e per questo i due popoli erano sempre in guerra. Secondo Rubat Borel quei contadini erano i Libui di Vercellae, che chiesero a Roma un arbitrato. incerto Secondo Pipino invece Strabone non nomina i Libui e le liti avvenivano dentro la stessa popolazione salassa. incerto
Per Gianotti alla Bessa l'acqua arrivava con un acquedotto lungo circa 2 km. probabile Pipino ricorda che Domergue ammise solo come ipotesi non del tutto da scartare un acquedotto di più di 100 km dalla Dora; secondo Pipino è molto dubbio che l'acqua della Dora arrivasse fin qui e bastavano le acque del torrente Viona. incerto Il CSIC ha rilevato presso la Fontana del Roc di Pé un bacino d'acqua che sarebbe servito a spingere lo scarto verso i coni di scarico. probabile Secondo Pipino questi presunti bacini sono più recenti e non possono trattenere l'acqua, perché i bordi sono di ciottoli sciolti. incerto
Fonti: Strabone, Geografia IV, 6, 7; Balbo 2018, p. 59; Rubat Borel 2014, p. 41; Gianotti 2011, p. 185; Sánchez-Palencia, Vaudagna 2008, p. 12; Pipino 2014, p. 25; Pipino 2020, p. 50; Pipino 2021a, p. 7; Pipino 2021b, p. 6
Come si scavava
Per il CSIC l'acqua si usava in ogni fase dello scavo, con solchi paralleli scavati uno dopo l'altro e i ciottoli grossi ammucchiati in file sopra i solchi già sfruttati. probabile Secondo Pipino tutto il sedimento cadeva nel canale di lavaggio e i ciottoli grossi, già puliti, venivano tolti e ammucchiati ai lati solo dopo. probabile Secondo Pipino nei lembi di terrazzo non sfruttati restano anche tratti di antiche gallerie, usate per esplorare o per scavare lo strato d'oro. incerto Per Gianotti invece le poche gallerie segnalate erano solo saggi di ricerca, perché tutto lo sfruttamento avveniva a cielo aperto. probabile
Fonti: Sánchez-Palencia, Vaudagna 2008, p. 12; Gianotti 2011, p. 185; Pipino 2010, pp. 11-12; Pipino 2021a, pp. 5-8
Perché 5.000 uomini e quando si chiuse
Plinio ricorda una legge dei censori che vietava ai pubblicani delle miniere d'oro di Victimulae di impiegare più di 5.000 uomini. Lo scopo del limite è discusso: frenare l'inflazione dell'oro, evitare rivolte di schiavi dopo Spartaco oppure contenere i guadagni dei pubblicani, come propone Balbo. incerto Secondo Pipino serviva a non concentrare troppi uomini o schiavi vicino a quella che allora era la frontiera d'Italia, dopo le guerre servili. incerto
Per il CSIC e per Gianotti all'inizio del I secolo d.C. la miniera era già abbandonata. probabile Secondo Pipino chiuse prima, verso la metà del I secolo a.C., quando la Gallia Cisalpina entrò nell'Italia e vi si applicò il vecchio divieto di aprire miniere ricordato da Plinio. incerto Per Balbo la fine dell'appalto non si può datare e non vuol dire per forza la fine di ogni estrazione. incerto
Fonti: Plinio, Naturalis historia XXXIII, 78; Balbo 2018, pp. 58, 64; Sánchez-Palencia, Vaudagna 2008, p. 4; Gianotti 2011, p. 183; Pipino 2021a, p. 1; Pipino 2021b, pp. 7, 41
Victimulae: un luogo o un popolo?
Plinio scrive Victumularum aurifodinae in Vercellensi agro, le miniere d'oro di Victimulae nel territorio di Vercelli; Strabone chiama Ictimuli un villaggio vicino a Vercelli. Il villaggio è identificato con la frazione San Secondo di Salussola. probabile
Calleri vedeva negli Ictimuli un'antica gente ligure, Gambari un sottogruppo dei Salassi arresi a Roma. incerto Secondo Pipino, al contrario, gli Ictimuli o Vittimuli non sono mai esistiti come popolo: Plinio e Strabone nominano un luogo e il genitivo latino va tradotto «di Ictimuli», non «degli Ictimuli». probabile Sempre secondo Pipino il popolo dei Vittimuli nasce con gli storici del Settecento come Durandi e Mullatera. probabile Anche per Rubat Borel Victimulae era il nome di una località e non di un popolo. probabile
Fonti: Plinio, Naturalis historia XXXIII, 78; Strabone, Geografia V, 1, 12; Balbo 2018, pp. 57-58, 60; Pipino 2014, pp. 20-26; Pipino 2021a, p. 1; Gianotti 2011, p. 183; Rubat Borel 2014, p. 45
Il «limes anti-Salassi»
Per gli archeologi dopo la vittoria romana del 143 a.C. lo sfruttamento dell'oro passò ai pubblicani. Secondo Pipino invece dopo il 140 a.C. i Romani non entrarono nella piana d'Ivrea: la occuparono solo intorno al 100 a.C., dopo la vittoria sui Cimbri. incerto Fra queste due date, sempre secondo Pipino, i Romani tracciarono un confine fortificato sulla cresta sud-orientale dell'Anfiteatro, a monte delle miniere, che proseguiva a nord sulla Serra e a sud lungo la sponda sinistra della Dora. incerto Sarebbe un cordone di sassi alto al massimo tre metri, con resti di posti di guardia spesso riusati per torri e castelli medievali; comincerebbe sul Bric Ronchetto sopra la gola della Dora a Mazzè. incerto
Pipino segnalò l'ipotesi alla Soprintendenza nel 2000 e la Soprintendenza la respinse nel 2003 con una lettera ufficiale. Altri studiosi attribuiscono i muri a secco intorno al lago di Viverone ad altre epoche: Vercella Baglione al V-VI secolo d.C., Gambari e Rubat Borel al periodo fra tarda antichità e alto medioevo; questi ultimi chiedono ricerche mirate. incerto
Fonti: Balbo 2018, p. 59; Sánchez-Palencia, Vaudagna 2008, p. 4; Pipino 2017, pp. 3, 5-6, 9, 13; Pipino 2021b, pp. 6, 53-54
Fonti della pagina
- M. Balbo, Lo sfruttamento delle risorse minerarie in area prealpina: il caso di Victimulae, in «Geographia Antiqua», XXVII, 2018 (Le Alpi degli antichi: rappresentazioni, itinerari, risorse), pp. 57-65.
- F.-J. Sánchez-Palencia, A. Vaudagna (dir.), J.L. Pecharromán, A. Beltrán, B. Currás, F. Alonso, M. Ruiz del Árbol, La minería romana de oro en Italia: la Bessa (Biella) como precedente republicano de la minería aurífera en Hispania. Actuaciones arqueológicas en el 2008, Proyecto Bessa – Memoria 2008, EST-AP, CCHS, CSIC – DocBi/Centro di Studi Biellesi, anno di redazione (da completare), pp. 1-32.
- F. Gianotti, Geological setting of the Pleistocene placers and Roman gold mines of the Ivrea Morainic Amphitheatre (Piedmont, NW Italy), in «Il Quaternario. Italian Journal of Quaternary Sciences», 24 (Abstract AIQUA, Roma, febbraio 2011), 2011, pp. 183-185.
- F. Gianotti, La storia geologica della Bessa dal mare pliocenico alle glaciazioni quaternarie, in Biellese terra di miniere. Atti della tavola rotonda (Zubiena, fraz. Vermogno, Casa dell'Arco, 2016), a cura di (da completare), Eventi & Progetti Editore, anno di stampa (da completare), pp. 1-5.
- F. Rubat Borel, Ivrea e il Canavese nella preistoria e protostoria, in A. Gabucci, L. Pejrani Baricco, S. Ratto (a cura di), Per il Museo di Ivrea. La sezione archeologica del Museo civico P.A. Garda (ArcheologiaPiemonte, 3), Firenze, All'Insegna del Giglio, 2014, pp. 23-45.
- F. Rubat Borel, Incolae iugi. I popoli delle Alpi occidentali in storici e geografi dell'età di Livio, in «Preistoria Alpina», 49bis, 2019, pp. 81-91.
- G. Pipino, Emergenze archeologiche, vere e presunte, nelle aurifodine della Bessa, in «Rivista di archeologia on-line», 27 luglio 2010, pp. 1-31 (ripubblicato in G. Pipino, Lo sfruttamento dei terrazzi auriferi nella Gallia Cisalpina, Ovada, Museo storico dell'Oro Italiano, 2015, pp. 147-170). (tesi spesso contro corrente)
- G. Pipino, Victimula-San Secondo e l'invenzione degli Ictimuli (o Vittimuli), in «Rivista di archeologia on-line» (Archeomedia), IX, n. 14, 16 luglio 2014, pagine non numerate (30 pp.). (tesi spesso contro corrente)
- G. Pipino, Il limes romano anti-Salassi dell'Anfiteatro morenico d'Ivrea, testo pubblicato su Academia.edu il 2 settembre 2017, pp. 1-39. (tesi spesso contro corrente)
- G. Pipino, La «Ruina montium» di Plinio e la mineria aurifera romana nelle Asturie: osservazioni critiche sulla presunta applicazione a Las Medulas e alle aurifodine della Bessa, Ovada, Museo Storico dell'Oro Italiano (pubblicazione interna), novembre 2020, pp. 1-64. (tesi spesso contro corrente)
- G. Pipino, Le aurifodine romane della Bessa e le ricerche del CSIC (Consejo Superior de Investigaciones Científicas, Madrid), in «Rivista di archeologia on-line», XVI, n. 07, 1 aprile 2021, pp. 1-12. (tesi spesso contro corrente)
- G. Pipino, Miniere d'oro dei Salassi e romanizzazione del Vercellese occidentale e dell'Eporediese: una storia da riscrivere, Ovada, Museo Storico dell'Oro Italiano, 2021, pp. 1-100. (tesi spesso contro corrente)
- Plinio il Vecchio, Naturalis historia.
- Strabone, Geografia.
